Numerosi sono i servizi che vengono espletati presso la Casa di Comunità di Introbio che raccoglie l’utenza di tutta la Valsassina, da Premana (da cui arriva anche un pullman per trasportare i pazienti) a Ballabio.
Sono stati esposti ieri giovedi mattina da una delegazione di infermieri e medici, guidati dalla RAD Coordinatrice Domizia Mornicoe dalla Assistente Sociale Giovanna Macario.

Si tratta soprattutto di servizi sanitari che però non hanno bisogno di specifiche e costose attrezzature: quindi consulenze psicologiche, pediatriche, assistenziali, rivolte alle famiglie, agli anziani ai caregiver, a chi si sente depresso (oltre naturalmente all’utilizzatissimo servizio di esami del sangue, raccolto da Tiziana Regazzoni).
Tutto molto utile, però se devo farmi una lastra o un eco-doppler devo andare a Lecco e prenotarmi in una lunga lista d’attesa.

Ma la Regione Lombardia, che come puntualmente ci informa il sottosegretario Mauro Piazza, dà tutti i giorni montagne di soldi a pioggia a tutti (allevatori, rifugisti, bande musicali, negozianti, organizzatori di feste e chi più ne ha più ne metta) non potrebbe utilizzare invece i soldi pubblici per assumere più infermierie acquistare strumenti diagnostici e sanitari,cosa che tra l’altro sarebbe il suo principale compito ?

“Altri strumenti sarebbero utili ma non basterebbe” – ci dice Domizia Mornico – perchè oltre ai mezzi ci vogliono gli infermieri, che in questo periodo scarseggiano. Di giovani che si iscrivono a Infermieria ce ne sono pochi (demotivati anche dai bassi stipendi) e la generazione degli anni ’60 che è andata in pensione (i “baby boomers”) non è stata sostituita.”

Ne abbiamo parlato anche perchè avrei proposto di installare anche una saletta per la emodialisi,visto che dalla Valsassina ci sono tanti pazienti che vanno all’Ospedale di Lecco (che scoppia) o a Bellano.

“Gli infermieri– dice una battuta che circola nell’ambiente –sono come le Api Operaie: utilissime ma in via d’estinzione“.

Allora naturalmente si tratta di incentivare la professione (attualmente ricercata soprattutto dalle donne) evitando che molti si licenzino per lo stress e il sovraccarico di lavoro, o che se ne vadano nelle cliniche private o all’estero dove sono pagati di più.

Siamo poi all’assurdo che alcuni strumenti devono essere forniti all’AST da una Associazione come il Soccorso Centro Valsassina (mentre in teoria dovrebbe essere il contrario).

Ecco, cara Regione Lombardia e caro Mauro Piazza, io sono sicuro che sarei molto meno stressato e psicologicamente più contento se , oltre ai servizi psicologici, all’AST di Introbio ci fossero anche degli strumenti tecnici diagnostici e dei bravi infermieri motivati in grado di utilizzarli bene !

E’ così difficile da ottenere ? Possiamo magari per almeno un anno concentrarci su questa cosa importante e lasciar perdere tutte le altre “mancette” assolutamente inutili (se non per chi le riceve) di cui quotidianamente vi occupate ?
Grazie se da là in alto potrete darmi una risposta !

Enrico Baroncelli

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