Perchè ancora oggi studiare ilLatino? Questa una delle principali domande poste nell’incontro avuto con la professoressaElena Dell’Oro, insegnante di Italiano all’Istituto Tecnico Parini di Lecco ma anche collaboratrice dell’Università di Milano, per cui ha spesso organizzato corsi propedeutici di Latino, incontro svoltosi mercoledi scorso all’Unitre Valsassina.

C’è la risposta “classica” dei latinisti puri, tra cui il grande professore e poi Preside del Liceo Classico di Lecco, l’indimenticabileLamberto Riva, che diceva: studiare le lingue classiche, anche se morte, serve a sviluppare il cervello e le capacità cognitive. Se impari a studiare il Latino, poi puoi studiare qualsiasi cosa, dalla Matematica alle Scienze all’Ingegneria”.
Di questa opinione era anche il padre dello scrivente, ed è probabilmente il motivo per cui ancora oggi molti genitori iscrivono i propri figli ai Licei (soprattutto al Liceo Scientifico).

La professoressa Dell’Oro però non è molto d’accordo con questa linea: studiare il latino serve per comprendere meglio la società da cui veniamo.
Tra l’altro, nota, ilLatinoche si studia nelle scuole (e una volta, fino al 1974, anche nelle Scuole Medie) non è quello che veramente si parlava nell’antica Roma, ma è soprattutto quello diCicerone(I secolo avanti Cristo) mentre nei secoli precedenti e successivi si parlava un Latino diverso.

IL Latino, poi usato non solo dallaChiesacome lingua universale, fino ancora ai tempi nostri, ma anche daiNotai,che rogavano in Latino i loro atti fino a tutto il 18^ secolo, era un po’ visto nei secoli passati come lalingua dei dotti, ma anche la lingua deinobilie non del popolo (basta ricordare il “Latinorum” di Renzo che si sfoga davanti al notaio Azzeccagarbugli.

La Dell’Oro poi ha fatto parecchi esempi di come molti termini latini siano arrivati ai giorni nostri, e siano ancora oggi ampiamente usati:
dal termine “Curriculum” , a “Plus” (che non è Inglese, ma Latino) “Focus” “Iter” “Status” (tutti termini ben conosciuti).
Altri termini come “Aula Magna” , “Pro forma” (una cosa fatta superficialmente) “Pro Memoria” (da ricordare).

Termini ancora oggi usatissimi: “Audio” , “Video” “veto”, ma anche “deficit” (mancanza) e il nostro saluto comune “Salve”, che vuol dire ‘Salute’, ‘stai sano’ dall’imperativo presente del verbo salvère e si usa solitamente quando si è incerti se dare del tu o del lei.

Altri termini gerundivi: “Referendum” (da riferire) “merenda” (la brioscina che deve essere “meritata”) “Agenda” (le cose da fare) Laureando, “Reverendo” (che deve essere riverito). Ma anche “Alibi” (altrove) “fac simile” “Campus” e tanti altri termini che rimangono imprescindibilmente ancora oggi nella lingua italiana ( e non solo).
Insomma il Latino ancora oggi è molto ben presente: studiarlo è utile non solo per allenare la memoria, ma per rendersi conto dei legami ancora stretti tra passato e presente.

ENRICO BARONCELLI

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