Davvero molto interessante l’incontro con Luca Rota, esperto di problemi ambientali e e di montagna, organizzato mercoledi pomeriggio dall’Università delle Tre Età Valsassina.
Un incontro preceduto da alcune spiegazioni e approfondimenti sociologici e geografici: “che cosa si indica per Territorio ? Che cos’è l’Ambiente, e quali le differenze con il Paesaggio e lo Spazio geografico” ?
A queste domande ha cercato quindi di dare delle risposte molto precise e semiologiche: “L’ambiente (naturale) comprende tutte le entità viventi e non viventi e le attività che si verificano in modo naturale, o non artificiale, al suo interno.
Lo spazio geografico e fisico è il luogo nel quale gruppi umani si relazionano con l’ambiente, quindi è una costruzione sociale.
Il paesaggio è una porzione di territorio come appare abbracciata dallo sguardo di un osservatore.”
Interessante la notazione che il concetto di paesaggio appare con i pittori Fiamminghi del Cinquecento: prima del Rinascimento il paesaggio era sfocato o addirittura non esisteva: in primo piano c’erano le persone, i Santi, la Madonna col Bambino, e il paesaggio, se c’era, era spesso uno sfondo indifferenziato.
Mentre avrà il suo apice nel Settecento, con i pittori “paesaggisti” (indimenticabile la Venezia del Canaletto). Poi viene il luogo che ” rappresenta l’evoluzione dello spazio vissuto e relazionale in cui le persone si riconoscono, e che viene trasformato dalle interazioni umane nel corso del tempo.”
E’ qui che Rota tocca il centro della discussione: noi tutti siamo legati ai nostri luoghi di nascita, o a quelli dove abbiamo scelto di vivere, perchè è in essi che ci riconosciamo, che vediamo la nostra casa (oikos in greco, da cui l termini ecologia e economia).
Sfregiare un luogo quindi è come sfregiare la nostra storia , “il nostro volto”, è un danno fisico oltre che psicologico: perchè noi abbiamo il dovere morale di tramandare ai nostri figli quei luoghi che i nostri genitori hanno tramandato a noi.
Esistono delle leggi, nell’età dell’ANTROPOCENE (cioè quando l’Uomo modifica l’Ambiente, fino a poterlo addirittura annientare) per tutelare i nostri luoghi ?
Si, esistono due capitoli della Costituzione Italiana, l’articolo 117 “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali» da parte dello Stato e l’articolo 9 “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
Inoltre esiste soprattutto il cosiddetto “Codice Urbani” (dal Ministro del II Governo Berlusconi che lo promulgò nel Gennaio del 2004) e cioè il “Codice dei beni Culturali e del Paesaggio“.
Un Codice abbastanza restrittivo , che tutela l’ambiente in modo abbastanza preciso (per esempio non si può costruire niente sopra i 1600 metri sulle Alpi, e 1200 metri sugli Appennini e le isole) ma che spesso viene aggirato perchè farlo applicare comporterebbe cause legali abbastanza costose.
Si costruisce e si cementifica quindi spesso senza considerare i danni ambientali, e senza rispetto per il patrimonio storico ( che a volte viene addirittura abbattuto, come è successo in Valsassina con monumenti antichi risalenti al Medio Evo).
Insomma, la legislazione ci sarebbe pure, ma farla applicare è un altro discorso !
In conclusione però Rota ha formulato delle domande molto interessanti, rivolte ai politici di ogni colore e bandiera (“io non sono di nessun Partito politico anzi me ne guardo bene dall’aderire a qualcuno”).
“Ma siete sicuri – ha chiesto Rota – che le attività che voi promuovete (strade, costruzioni e altro) siano proprio interessanti e vadano a migliorare la vita della gente che abita in montagna ? Quanti di questi vostri “compaesani” sono veramente interessati per esempio allo sviluppo del turismo ( o addirittura dell’Over tourism) quando questo porta spesso soltanto a un peggioramento della propria vita quotidiana ? Parlate con la gente, fate assemblee pubbliche, chiedete prima di lanciare le vostre iniziative, e cercate di capire se la popolazione è veramente interessata e ne avrà beneficio oppure no”.
Ecco, questa mi sembra un’altra proposta veramente utile !
ENRICO BARONCELLI
