…Negli ampi corridoi dell’Istituto Parini di Lecco, girava sempre con una giacca grigio scuro, in una mano teneva una valigetta semiaperta che conteneva un’infinità di compiti in classe da correggere e giornali stropicciati, tanti…nell’altra un libro di storia. Nel taschino sul cuore nascondeva il librettino blu coi bollini da giornalista. Salutava tutti, con pochi parlava…
Non sopportava i finti dotti, quelli che ti guardano dall’alto al basso e perdono il filo del discorso per una quisquiglia, di conseguenza i ragionamenti appiccicati sugli slogan o su qualche nozione appresa qui e là lo inducevano, nei collegi docenti, a guardare fuori dalla finestra…
Ancora oggi, le lenti spesse non lasciano vedere agli interlocutori i suoi occhi sempre in movimento nello spazio in cui è presente, in questo modo può scrutare imperturbabile e discreto ogni sguardo, ogni passaggio di discorso che fluttua nell’aria attorno a lui.
Il suo motto è: coerenza e onestà intellettuale.
Un po’ come il protagonista del suo nuovo libro: ‘Ho cercato la verità’, che si legge d’un fiato perché la penna dell’autore è così lineare che crea una pacata armonia durante la lettura. Il libro si fonda su un manoscritto del XII secolo rinvenuto a Vendrogno su cui è scritto: “mi chiamo Quinto Saverio Longino, servo fedele dell’Imperatore Diocleziano, ho 48 anni, sono Centurione decorato della XII Legio Fulminata di stanza a Mediolanum”, una sorta di diario sottoscritto di proprio pugno e collocabile nel IV secolo d.C.
Il documento, probabilmente opera di trascrizione dei Monaci di un documento ancora più antico, era contenuto in un faldone molto rovinato su cui il monaco amanuense mise il titolo: Quaesivi Veritatem.
Nel romanzo storico convivono fatti accaduti e personaggi inventati, ricostruzioni di ambienti, minuzie di emozioni e descrizioni di tormenti, e quella commistione di reale e fantasia che facilita il lettore a capire il contesto del vissuto in una data epoca. La storia ideale raccontata nel romanzo si avvicina al verosimile: a ciò che potrebbe essere accaduto sulla base di ciò che è stato rinvenuto sotto le pietre del tempo che passa. In una sorta di assentimento la narrazione è vincente, perché lascia spazio all’immaginazione del lettore.
Il vero e la finzione, la realtà e lo spettacolo interagiscono, si parlano per raccontare cose accadute di cui nessuno, nemmeno gli antropologi possono stabilirne la certezza, ma solo confermarne i dati. I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni ne sono l’esempio.
Il romanzo storico è una forma d’arte che mette in risalto l’emotività dello scrittore di fronte a un fatto vero, riga dopo riga riesce a entrare come uno spillo che non fa male al sentimento di chi lo legge.
Quid est veritas? Che cosa è la verità? Vangelo secondo Giovanni.
…nel 286 l’imperatore Massimiano elesse Mediolanum quale capitale dell’Impero Romano d’Occidente, data la sua posizione strategica al centro della Pianura Padana che collegava Roma col resto d’Europa. I culti pagani dominavano la regione.
…20 legionari, 20 traditori, cristiani, soldati romani che si sono rifiutati di assolvere a un rito in favore del dio della Guerra Marte sono fuggiti per nascondersi lassu’, tra gli orsi delle Alpi Orobie in Vallis Saxina e in Val Varrone…
’Vai Longino, prendi 9 uomini fidati, scova i cristiani disertori e uccidili tutti…’ disse Quintilio.. ‘Sarà fatto Generale!’…
Vallis Saxina, chi l’aveva mai sentita nominare?
…i legionari arrivarono a Pescarenicum da Brivium con le barche. Poi salirono fino a Balabius per la Val di Laorca, passarono la gola di Balisio e giunsero a Introbium accompagnati di lato dal Pluvernia…
Longino era tormentato: perché Roma ce l’aveva tanto coi cristiani? E’ meglio non pensare, si rispose, un soldato non deve pensare, solo obbedire.
..strane genti quelli della Vallis Saxina, parlavano ancora il celtico in un territorio romanizzato già dai tempi di Annibale…constatò Longino.
…la marcia proseguì in Valcasarghum per salire fino a Indoverum…
Maghe, druidi, incantati paesaggi tra boschi e versi di lupi, un angolo di mondo sperduto…
Poi eccoli finalmente i cristiani, disarmati, attorno a un altare…
…come l’aquila che vola intorno alla sua preda prima di avventarsi contro come un proiettile dall’aria…così i legionari romani si avvicinarono con circospezione a quello che era il loro obiettivo: trovare i fuggiaschi e massacrarli…
…ma…
Grazie Enrico per il bellissimo racconto, un ghirigoro letterario che ci permette di sognare ancora.
MARIA FRANCESCA MAGNI
