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“Tebe dalle Sette Porte, chi

la costruì?

Ci sono i nomi dei re,

dentro i libri.

Sono stati i re a

strascicarli, quei blocchi

di pietra?

Babilonia, distrutta

tante volte,

chi altrettanto la riedificò? In quai case,

di Lima lucente d’oro

abitavano i costruttori?

Dove andarono, la sera

che fu terminata la

Grande Muraglia,

i muratori? Roma

la grande

è piena d’archi di trionfo.

Su chi

trionfarono i Cesari?

La celebrata Bisanzio

aveva solo palazzi per i

suoi abitanti?”

Forse gli americani non si ricordano, o forse è meglio non ricordare…ma: la Festa del Lavoro celebrata ogni anno in tutto il mondo il Primo Maggio, meno che negli Stati Uniti che la menzionano a settembre in sordina quando l’occhio del palcoscenico è spento, è nata proprio negli Usa, a seguito di una vertenza tra lavoratori e datori di lavoro sulla riduzione della giornata lavorativa a 8 ore.

Durante la Rivoluzione Industriale negli Usa, l’Associazione dell’Ordine dei Cavalieri del Lavoro americano ‘Knights of labor’ si premurava di sostenere i diritti degli operai nelle fabbriche per migliorare le loro condizioni di vita.

Nel 1866 a Chicago, nello Stato dell’Illinois, a seguito di una grande manifestazione di lavoratori fu approvata la prima legge che prevedeva le 8 ore lavorative giornaliere che entrò in vigore il 1° Maggio 1867.

20 anni dopo, il 1° Maggio 1886, fu deciso dalla Federation of Organized Trades and Labour Unions di estendere la legge che prevedeva le 8 ore lavorative su tutto il territorio americano, pena uno sciopero generale a oltranza.

Anche Chigago partecipò allo sciopero generale in favore dei lavoratori degli altri Stati americani con un lungo corteo pacifico di quasi 80-100mila persone. Gli scioperanti, immediatamente sospesi dal lavoro, si presentarono davanti ai cancelli della fabbrica MacCormick. La Polizia, chiamata dalle autorità per reprime l’assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone 6 e ferendone molti. Per protestare contro gli omicidi, gli anarchici organizzarono una manifestazione in piazza, la Haymarket Square che allora ospitava il mercato delle macchine agricole.

Da una traversa venne lanciata una bomba, il primo attentato alla dinamite negli Usa, che uccise 6 poliziotti. A quel punto la Polizia, nel panico, sparò sui manifestanti all’impazzata: nessuno però, ad oggi, ha mai saputo, nonostante le indagini e i discorsi retorici e scontati di finto sdegno dei politici, quante persone morirono in quel momento e tanto meno chi fu a lanciare la bomba…

L’evento ricorda assai i fatti brutali, o le messe in scena grottesche, contemporanei…

Senza prove, il 20 agosto 1887 furono condannati a morte 7 anarchici ritenuti responsabili dell’accaduto: A. Spies, M. Schwab, S. Fielden, A. Parsons, A. Fischer, G. Engel, L. Lingg e l’11 novembre 1887 vennero impiccati a Chicago ad eccezione di Fielden e Schwab la cui condanna fu commutata in ergastolo a seguito di pressioni internazionali. Mentre O. Neebe, altro imputato anarchico, venne condannato a 15 anni di reclusione.

Da considerare che una voce importante venne marginalizzata dalla stampa e dagli intellettuali: gli imprenditori americani erano d’accordo coi lavoratori!

Da allora gli impiccati di Chicago furono ricordati dalla storia come “i Martiri di Chicago”.

La notizia tragica di queste morti raggiunse l’Europa.

Al Congresso Internazionale di Parigi del 1889, definito la Seconda Internazionale, il Primo Maggio di ogni anno fu ufficializzato come la Festa Internazionale dei Lavoratori.

Il Primo Maggio 1955, Papa Pio XII istituì la Festa di San Giuseppe lavoratore, affinché la festa venisse condivisa serenamente anche dai lavoratori cattolici con il loro lavoro, tutto, inteso come strumento nobile per vivere onestamente, segno di speranza e di dignità per tutti.

…solo i fannulloni, spietati artificieri di idee antiuomo, che non toccano l’inchiostro, la terra, o l’olio delle macchine, fanno il lavoro sporco che diffonde fame, iniquità e ingiustizia.

“Il Primo Maggio è come una parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento” Forlì, rivista La Rivendicazione, articolo del 26 aprile 1890.

Dal 1923, durante il fascismo in Italia, la festa del lavoro fu anticipata al 21 aprile in ‘coincidenza’ con il ‘Natale di Roma’ e il Governo vietò qualsiasi manifestazione, pena l’arresto.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Festa del Lavoro in Italia venne riportata al 1° Maggio.

…il Primo Maggio del 1947 della Repubblica Italiana fu funestato dalla sparatoria della banda criminale di Salvatore Giuliano su un corteo di circa 2mila persone a Portella della Ginestra Palermo, causando la morte di 14 persone e ferendone 50.

Pare che dietro la tragedia si nascondessero i servizi segreti…anche americani, con l’intento di creare tensione e confusione in vista delle elezioni politiche con una probabile vittoria delle forze progressiste, liberali e democratiche.

“Anche nella favolosa Atlantide

la notte che il mare li inghiottì, affogarono

implorando aiuto dai loro schiavi.

Il giovane Alessandro conquistò l’India.

Lui solo?

Cesare sconfisse i Galli.

Non aveva con sé nemmeno un cuoco?

Filippo di Spagna pianse, quando la sua flotta

fu affondata. Nessun altro pianse?

Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi

vinse oltre a lui?

Ogni pagina una vittoria.

Chi cucinò la cena della vittoria? Ogni dieci anni un grande uomo.

Chi ne pagò le spese?

Tante vicende.

Tante domande.”

Domande di un lettore operaio, Bertolt Brecht

MARIA FRANCESCA MAGNI

1 commento su “Il Primo Maggio e le verità nascoste”

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