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Nel pomeriggio di mercoledì, ancora una volta Lecco è stata teatro di un grave episodio di violenza, avvenuto peraltro in piena “zona rossa”, dove vivo e sotto gli occhi dei miei figli: bottiglie lanciate, vetri disseminati nel centro cittadino e, secondo le ricostruzioni, persino la comparsa di un machete.

In pochi anni di vita, i miei figli hanno già assistito a numerose scene di questo tipo, e da padre è difficile accettare che possano diventare qualcosa di abituale. Chi ha a cuore questa città non può permettere che episodi simili diventino normalità, né che i cittadini si abituino a convivere con un crescente senso di insicurezza.

Si tratta di un fatto gravissimo, che restituisce l’immagine di una situazione che non può più essere sottovalutata.

È evidente che il tema della sicurezza non può essere affrontato solo a livello locale. Serve una visione nazionale, se non europea, capace di superare i fallimenti degli ultimi anni. Da una parte i decreti sicurezza della destra, spesso più orientati alla propaganda che all’efficacia concreta; dall’altra un approccio ideologico della sinistra che non ha saputo produrre risposte adeguate.

Per questo crediamo nel percorso proposto da Azione, che mette al centro un approccio pragmatico e basato su misure concrete:

  • rafforzamento strutturale degli organici delle forze dell’ordine e maggiore presenza operativa sul territorio;
  • certezza della pena, con tempi rapidi nei procedimenti e sanzioni effettive per chi commette reati violenti;
  • espulsioni realmente eseguibili per chi non ha titolo a restare e commette reati;
  • percorsi obbligatori e verificabili di integrazione, legati a scuola, lavoro e conoscenza della lingua;
  • maggiore coordinamento europeo nella gestione dei flussi migratori, per evitare che il problema ricada solo sui territori locali.

Anche a livello comunale è necessario intervenire: non è possibile demandare tutto ai livelli superiori. Con Orizzonte per Lecco riteniamo fondamentale agire con lucidità e pragmatismo. Pensare che misure straordinarie o l’impiego dell’esercito possano risolvere il problema è illusorio: significherebbe, nella migliore delle ipotesi, spostarlo semplicemente da una zona all’altra della città, senza affrontarne le cause.

Servono invece interventi concreti e strutturali: l’introduzione della figura del poliziotto di quartiere, una presenza stabile e riconoscibile nei rioni; il rafforzamento dei progetti educativi di strada, nelle scuole, negli oratori e nei luoghi di aggregazione; una maggiore presenza dei servizi di prossimità e un lavoro costante di rete tra Comune, associazioni, terzo settore e realtà educative del territorio.

La sicurezza non si costruisce con gli slogan, ma con politiche intelligenti, coordinate e capaci di produrre risultati concreti.

Giacomo Mainetti
Referente cittadino Azione Lecco
Candidato al Consiglio comunale – lista Orizzonte per Lecco

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