E’ un luogo del cuore FAI in ristrutturazione. Carpentieri, restauratori, architetti, ingegneri, storici tutti attorno a questa minuscola chiesetta fatta di sasso su sasso incastonata nellaValle del Luponel quartiere di Bonacina di Lecco: all’interno le carezzevoli mani di questi esperti professionisti hanno rinvenuti lacerti di affreschi di grande rilevanza artistica come la raffigurazione seicentesca deiRe Magie il ritrovamento del volto diGiona,oltre al volto di un santo ancora non identificato dai capelli e dalla barba rossa di un pittore del 1300 circa di recente rinvenimento.
La chiesetta in mezzo ai campi è appena sopra l’abitato diBonacinae un sentiero pianeggiante conduce al minuscolo tempietto dedicato aSant’Egidioin ca 20-30 minuti, camminando lentamente, raccogliendo fragoline dai muretti e guardando le strane forme delle nuvole che vanno e vengono dal Resegone al lago…
Secondo gli storici la chiesetta risale ai tempi del primo cristianesimo, ma la prima notizia certa risale al 1290 conGoffredo da Bussero.Nel 1390 il tempietto venne descritto negli Statuti Comunali legato all’ospedale San Giacomo fuori le mura di Lecco. Poi la chiesuola di Sant’Egidio venne inserita nelle relazioni delle visite pastorali di San Carlo Borromeo…e da lì la chiesa è stata oggetto di attenzioni, rilievi, interventi, fino agli attuali restauri.



Sant’Egidioera un eremita che trovò il suo angolo di mondo in Provenza, nel sud della Francia, tra fenicotteri rosa e rotonde colline di lavanda. La leggenda narra che il Santo girovagasse in compagnia di una cerva a cui aveva salvato la vita: il re dei Goti lanciò una freccia verso la cerva, ma colpì la gamba di sant’Egidio.
Il Santo nacque ad Atene nel 640 circa, veniva invocato contro la paura ed è considerato il patrono dei disabili, lebbrosi, fabbri, poveri…e delle pecore. Proprio in questa radura le greggi di pecore dellaValsassinavenivano tosate principalmente dalla famigliaPiloniche, sul torrenteCaldone, creò un opificio per lavorare la lana e produrre drappi sontuosi o semplici panni di lana che vendeva ai mercanti di Lecco, Milano e Como.
“Cosa ne fai della lana delle tue pecore?” ho chiesto a diversi giovani dei Paesi della Comunità Montana che hanno intrapreso le piccole attività agresti del passato.
“La butto via. E’ considerata un rifiuto speciale. Nessuno la vuole e dopo un po’ marcisce…la gente, nonostante parli in ‘green’, preferisce vestirsi con la viscosa perché è più facile da lavare e non si stira…la lana delle pecore è diventata un prodotto naturale inutile. Le pecore oggi sono richieste per la loro carne. Qualcuno riesce a produrre anche il formaggio di pecora, ma ha poco mercato”. Mi ha risposto Michela.
Un tempo chi possedeva pecore era considerato ricco, adesso è solo un pastore solitario con tanto lavoro da compiere col buono o cattivo tempo, supportato, forse, da una grande passione per gli animali e dal profumo dei pascoli dove la libertà corre immensa e si fonde con la voce del sole e della pioggia che arriva dal Cielo…
La chiesa di Sant’Egidio è considerata la più antica della città diLecco.Il piccolo oratorio venne eretto sul percorso dei viandanti che passavano le valli dalla repubblica diVeneziaal ducato di Milano e viceversa, e si trova alle pendici ovest del Resegone, fu anche un ospizio per i pellegrini. La chiesetta ha un’abside semicircolare e sulla facciata esterna c’è un affresco del 1575 raffigurante tracce di pittura della sagoma di Sant’Egidio e a destra dell’ingresso si apre una finestrella devozionale con grate di ferro dove ho potuto fare una foto all’interno, dove sono stati collocati i ponteggi dell’opera di restauro in atto.
Umiltà e silenzio avvolgono la chiesuola di Sant’Egidio, è una chiesa contadina sperduta tra le foglie e l’erba che offre la quiete del vespro.
MARIA FRANCESCA MAGNI



