Entra in scenaPaul Joseph Goebbels,tratto da laStoria del Terzo Reichdi W. Shirer
Un nazionalista o sovranista, si direbbe oggi, sicuramente un vero nazifascista.
Goebbelsnacque il 29 ottobre 1897 a Rehydt, centro dell’industria tessile inRenania, suo padre era capo operaio di una fabbrica di tessuti e sua madre era figlia di un fabbro, entrambi cattolici. Il suo aspetto fisico, come quello di Hitler, non era certo quello dei guerrieri biondi con gli occhi azzurri decantati dalla dottrina hitleriana.…
Sorge spontanea la domanda: quali saranno state le antiche origini di Goebbels? e quelle di Hitler anch’egli basso e scuro?
Goebbels era un giovanotto di piccola statura con un piede storpio a seguito di ostiomielite, dalla pelle olivastra e di temperamento nevrotico.
A 28 anni si dimostrò un veemente oratore e un fanatico nazionalista definito dai suoi seguaci ‘penna velenosa’. La fortuna, o sfortuna, volle cheHimmlerall’epoca si dimettesse da segretario di Gregor Strasser per occuparsi maggiormente all’allevamento dei suoi polli, cosicchè Strasser, funzionario del movimento nazionalsocialista di Hitler, udendo parlare Goebbles ritenne di potersi servire di quel giovane dall’ingegno così brillante.
Ai cattolici Goebbels dovette in gran parte la sua educazione. Frequentò dapprima la scuola elementare parrocchiale cattolica e in seguito il liceo di Rheydt. Una borsa di studio assegnatagli dalla Società Cattolica Alberto Magno gli permise di continuare gli studi passando successivamente attraverso ben 8 università. Be, rispetto a Hitler che non ottenne neanche la licenza di scuola media, per Goebbels fu un successo. Quindi dopo le università di: Bonn, Friburgo, Wurzburg, Colonia, Francoforte, Monaco, Berlino, nel 1921 si laureò in filosofia all’università di Heidelberg.
La sua aspirazione era diventare scrittore, ma finché non fu lanciato dalla politica nazista i suoi scritti non vennero pubblicati.
Sui diari rinvenuti dopo la guerra dal servizio segreto alleato, si leggono le afflizioni e i veri pensieri di Goebbels, compresi i contrastanti sentimenti del giovane nazista per il suo capo.
Non sempre l’ammirazione di Goebbels per Hitler fu idilliaca, soprattutto quandoHitleraffossò l’idea di Goebbels e Strasser di espropriare le vaste proprietà e i beni della casa imperiale e dei sovrani tedeschi spodestati. Hitler si infuriò: molti di questi ex governanti si erano accostati all’idea nazista versando sovvenzioni, e un certo numero di grandi industriali cominciava a sostenere finanziariamente il movimento hitleriano proprio perché questo dava affidamento di combattere efficacemente i comunisti, i socialisti e i sindacati operai. Se Strasser e Goebbels fossero andati avanti col loro progetto, le fonti di finanziamento sarebbero immediatamente venute meno a Hitler.
L’idea di esproprio venne fermata col voltafaccia di Goebbels a Bamberga il 14 febbraio 1926 in una riunione dei capi nazisti. In quell’occasione Goebbels passò pubblicamente dalla parte di Hitler, ma…sui diari segreti si legge: “Hitler ha parlato per 2 ore. E’ come se fossi stato picchiato da qualcuno! Ma che specie di Hitler è mai questo? Un reazionario? Completamente in errore sul problema Russia. L’Italia e l’Inghilterra nostre naturali alleate! Che orrore! La questione della proprietà privata della nobiltà secondo lui non dovrebbe nemmeno essere sfiorata…”.
Dopo pochi giorni Hitler, furbescamente, inviò una lettera d’incarico a Goebbels di tenere un discorso l’8 aprile a Monaco, e qui ci casca ancora l’asino: “Hitler mi chiama…la sua gentilezza malgrado ciò che accadde a Bamberga mi fa vergognare… Il cuore mi batte da scoppiare. Entro nella sala. La gente applaude e acclama. Alla fine Hitler mi abbraccia. Mi sento felice…”.
Che dire?
E il 13 aprile Goebbels scrive: “Hitler ha parlato per 3 ore. Brillantemente. E’ così abile da farvi dubitare persino delle vostre opinioni. L’Italia e l’Inghilterra nostre alleate…La Russia vuole divorarci…lo amo…Egli ha pensato a fondo ogni cosa. Il suo ideale: un giusto collettivismo e individualismo. Quanto alla terra, appartiene tutta al popolo. La produzione deve avere un carattere creativo e individuale. I trust, i trasporti…devono essere socializzati…adesso mi trovo bene con lui. M’inchino all’uomo superiore, al genio politico”.
Verso la fine dell’ottobre 1926 Hitler nominò Goebbels Gauleiter di Berlino, ordinandogli di sbarazzarsi delleCamicie Bruneche avevano ostacolato lo sviluppo del movimento nazista in città e di conquistare al nazionalsocialismo la capitale. Berlino era ‘rossa’. La maggioranza degli elettori era socialista e comunista. Goebbels passò così dall’oscurità al rango di uno dei luminari che guidavano il partito nazista che ora si accingeva a svolgere intrepidamente il compito assegnatogli nella metropoli babilonica tedesca.
Un onore! Con onore, per l’onore! Si complimentò il borghesuccio Paul Joseph Goebbels.
Oggi ho sentito dire: avevo bisogno di un bagno d’onore marciando…E’ proprio questo il senso dell’onore? Bisognerebbe entrare negli ospedali con questo caldo dove ogni giorno migliaia di persone si recano per le terapie con la testa chinata sul collo, lentamente, senza marciare…per capirne il significato!
…la sera del 10 maggio 1933, 4 mesi dopo la nomina di Hitler a cancelliere, ebbe luogo a Berlino una scena a cui non si era assistito, nel mondo occidentale, dai tempi del Medioevo.
Verso la mezzanotte, una fiaccolata di migliaia di studenti fece capo a una piazza dell’Unter den Linden di fronte all’Università di Berlino.
Le torce accese furono gettate su unamontagna di libri, e mentre le fiamme li avvolgevano altri libri venivano lanciati sul fuoco…scene simili ebbero luogo anche in parecchie altre città della Germania.
Era cominciato ilrogo dei libri.
Molti dei volumi scagliati nelle fiamme quella notte a Berlino dagli allegri studenti sotto l’occhio compiacente del dottor Goebbels, erano scritti da autori di fama mondiale: Einstein, Mann, Preuss (colui che aveva redatto la costituzione di Weimar), London, Freud, Zola, Proust…un’infinità.
Secondo il proclama studentesco fu condannato alle fiamme ‘ogni libro che abbia un effetto sovversivo sul nostro futuro e che possa minare il pensiero tedesco, la patria tedesca e le forze che guidano il nostro popolo’.
Il dottor Goebbels, nuovoministro della Propaganda,che d’ora in poi avrebbe costretto la cultura tedesca nella camicia di forza del nazismo, parlò agli studenti mentre i libri in fiamme divenivano cenere: “l’anima del popolo tedesco potrà manifestarsi nuovamente. Queste fiamme non solo illuminano la fine della vecchia era, ma gettano la loro luce su quella nuova”.
La nuova era nazista proibì la vendita e la circolazione nelle biblioteche e nelle scuole di centinaia di libri, e promosse la pubblicazione di enormi quantità di libri nazisti.
E il 22 settembre 1933 fu istituita laCamera per la cultura del Reich,sotto la direzione di Goebbles : “al fine di perseguire una politica culturale germanica, è necessario mobilitare gli artisti creativi in tutti i settori, in una organizzazione unificata…Il Reich deve non solo delineare le direttive del progresso, sia mentale che spirituale, ma anche guidare e organizzare le professioni”.
Chi visse in Germania in quegli anni, scrive Shirer, non potrà dimenticare il pietoso declino del livello culturale del popolo tedesco dal momento in cui i capi nazisti decisero che l’arte, la letteratura, la stampa, la radio, la musica e il cinema dovevano servire esclusivamente ai fini propagandistici del nuovo regime e della sua singolare filosofia…
MARIA FRANCESCA MAGNI
